Nicoletta

Lorenzo Longhi

Premio di Poesia Scrivere 2008
Tema libero

Nicoletta ha un nome fuori moda
Come l’Ungheria
Nicoletta ha 19 anni per me
Qualcuno in meno per lei
Nicoletta è bella, ma se glielo dici
Sorride e ti risponde: “poco, poco”
Fa ancora freddo
Ma Nicoletta è sempre lì
Fino alle tre di notte
Senza neppure una sedia
La musica dance degli anni ‘80
La scalda e le tiene compagnia
Stordendola dagli auricolari
Ma lei non balla
Sta ferma, aspetta e quasi si stupisce
Quando un’auto si ferma
E il finestrino si abbassa.
Nicoletta mi guarda
Io la guardo e non parlo
La sua voce da bambina
Accarezza la nebbia
È lei che mi domanda: “trenta?”
La faccio salire ed è la mia ragazza
Vorrei portarla a ballare
Offrirle da bere
Farmi raccontare la sua storia
Ha un figlio di due anni
che sta dormendo a budapest
non ho il coraggio di chiederle altro
(se questa non è malinconia…)
Nicoletta si prepara
Qualcuna le ha insegnato
Si toglie la cicca dalla bocca
Apre il pacchetto dei fazzolettini
Prende dal blister il preservativo
Mi sento uno stronzo ma penso (come scusa)
Che non voglio farle l’elemosina
Ora mi sembra una triste operaia
Concentrata a lavorare il suo pezzo
Nulla di più lontano dal sesso
Solo movimento meccanico e senso del dovere
Seguo i suoi capelli biondi, se li lascia accarezzare
Vedo il suo sguardo triste da socialismo reale
Non è quella cosa sporca che credevo
Ma solo stupida e irreale
Le dico che è la mia prima volta
Mi guarda e sembra non capire
Le chiedo se stanotte ha guadagnato bene
Mi dice che in sei ore sono solo il secondo
Ma non sembra disperata
E neppure spaventata
Dal dover giustificare a qualcuno
Il magro guadagno
Mi convinco che quel qualcuno
Non può, a modo suo, non volere un po’ di bene
A una ragazza così dolcemente persa.
Mi sorprende con un sorriso raro
Quando vede che porto la fede
Come se solo allora ricordasse
Che quel che aveva fatto era pur sempre proibito
Anche se il pezzo non era stato lavorato fino in fondo
Perché felice di non sentire niente
Le avevo detto che poteva bastare.
Nicoletta mi chiede un ultimo favore
Giù dalla macchina, con la portiera aperta
Fa la pipì mostrandomi gratis la sua nudità
Le mutande e i reggiseni dell’est sono bianchi
E non hanno bisogno di essere eccitanti.
Mi offre persino una caramella
Mentre sembra che la stia riportando a casa.
Ma lo stronzo italiano del capitalismo maiale
La fa scendere pochi metri dopo.
Mi prende la mano per guardare che ore sono.
“tra poco a casa” e mi saluta con la mano.
Il piccolo suv nero si allontana.
Ciao Nicoletta, mia prima e ultima
Dolcissima puttana.

Lorenzo Longhi

Le sue poesie

Premio di Poesia Scrivere 2008




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Le poesie che hanno partecipato al Premio di Poesia Scrivere 2014, con tutte le opere partecipanti ed i vincitori

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Tutte le poesie che hanno partecipato
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sono raccolte nel volume edito
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