Gommapiuma (il complessino)

Giovanni De Caro

Premio di Poesia Scrivere 2009
Le lunghe notti del poeta

Al ballo orientale vestivano di rosso
il più lontano suonava il flauto
suonava un osso.
Piano il cervello
mi disse "vattene!"
ma la musica
di passaggio nella stanza
era bella.
Uno suonava i raggi laser,
era proprio sotto di me quando
si levò le scarpe e corse via.

Una lepre passava
e si mangiò un bambino,
ma non era vero
la gommapiuma ingannò tutti
e c'era uno che già piangeva,
e lui suonava percussioni precoci.

Attesa...

Ero stanco prima di svegliarmi
e dormivo,
Ero morto od ero vivo?
Ero morto od ero vivo?

Ero al ballo francese
e la cantante portava una
collana di teste di topo,
non capivo a quale scopo
non capivo a quale scopo.

Il pianista scoppiò a ridere
e suonò un valzer cinico,
mentre fuori la notte in bilico
ondeggiava sotto coriandoli di neve.
Il maggiordomo
era proprio sotto di me quando
di nascosto scartò un
cioccolatino d'oro
e se lo mangiò.
Il gatto era stanco
e studiava nuove tecniche di caccia,
ce l'aveva scritto in faccia
quel rumore di festa lo infastidiva.
Da una finestra aperta
entrò un uomo e disse:
"questo posto mi fa schifo"
non aveva le catene
aveva solo pene
non aveva le catene.

Quando tutti smisero di parlare
eravamo dentro un grande acquario.
Mi innamorai di un pesce
e nuotavo senza meta,
feci dell'apnea
la mia religione
poi un saluto
da cinema muto
mi riportò
al sogno.

La cantante francese perse la staffa,
salutò gli ospiti e quando fu sola
lanciò a terra
la sua pelliccia di giraffa.
Il più vicino a me
suonava una chitarra a 7 corde,
e durante l'ultimo pezzo
ne strappò via una e
s'impiccò.
Sulle scale suo figlio lo guardava
e scuoteva il piccolo capo,
non capiva a quale scopo
non capiva a quale scopo.

Alla fine del tempo
decidemmo che era finito il tempo,
e ognuno tornò a casa sua.

La giapponese
mi guardò maliziosa
e il suo cerchio rosso
ora era vivo.
La trappola scattò bene
e fu come morire,
anche se non so come sia
non lo so come sia.

Mi reincarno
con il sonno
e questa è una magia,
questa è una magia.

Giovanni De Caro

Le sue poesie

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